Miriam Mafai scriveva che alle spalle del palazzo delle Botteghe Oscure «c'è una delle piazzette più singolari di Roma, piazza Margana, con una torre antica, una trattoria, un corniciaio, un robivecchi e un glicine che si arrampica, rigoglioso e profumato, sulla facciata di una casa: una piazzetta di paese, dove trovi, come in ogni piazzetta di paese, un caffè. Il padrone si chiama Vezio, è un comunista duro e puro che conserva alle pareti le fotografie di Togliatti, di Che Guevara e di Berlinguer, sulle mensole, tra le bottiglie, i busti di gesso di Lenin e Stalin, e nel cuore la memoria dei compagni che ha conosciuto e ai quali ha servito per anni caffè, cappuccini, cornetti e aperitivi. Ma solo tè con un’abbondante dose di Glen Grant per Berlinguer e sempre e soltanto un bicchiere di latte per Natta» (Miriam Mafai, Botteghe Oscure addio. Com’eravamo comunisti, Milano, Mondadori, 1996, p. 5).
VIDEO Globalist. Gianni Cipriani e Marco Spagnoli intervistano Vezio Bagazzini