L'Album di Roma

Fotografie private del Novecento

L'Album di Roma... a Natale

Partecipa anche tu! Se hai delle foto della nostra stupenda città scattate nel periodo natalizio puoi contribuire attivamente alla valorizzazione del nostro archivio fotografico dedicato a immagini di vita quotidiana, di persone e gruppi ripresi all'interno del paesaggio urbano di Roma, che documentano la partecipazione ad eventi pubblici e storici. Vuoi contribuire ad incrementare l’archivio fotografico con i tuoi scatti familiari “natalizi” del Novecento? 

  1. Invia subito le scansioni (400 dpi di risoluzione) delle foto utilizzando il Modulo invio fotografie disponibile sul sito cliccando su Come contribuire.
  2. Se le tue foto saranno selezionate, verranno pubblicate su questo sito.

Le biblioteche di Roma Capitale, con l'aiuto dei Municipi che hanno aderito (II, II, IV, V, VI, VII,IX, XV), diverranno centro di raccolta e catalogazione delle immagini. L'Album di Roma. Fotografie private del Novecento è un progetto on line nato dalla collaborazione tra Biblioteche di Roma, Comune di Roma e Archivio Storico Capitolino. 15 microstorie, 2898 fotografie, 23 percorsi visivi, 303  partecipanti e anche un percorso dedicato alla Lettura. Un’opportunità di approfondimento in questi giorni di distanziamento sociale che ci stupirà con la spontaneità di scatti fotografici di scorci a volte inediti della nostra città e dei suoi abitanti. Un archivio straordinario che getta luce, inoltre, sui Progetti di ricerca della memoria fotografica della città svolti dalle Biblioteche di Roma, collezioni speciali relative alla storia urbanistica e sociale di particolari quartieri o rioni. L'Album ospita anche una sezione dal titolo Microstoriecon  immagini accompagnate da brevi storie o racconti di vita di chi vi è ritratto.

In primo piano

Nel marzo 1944 un piccolo contingente di pecore si ferma in centro, durante l’esodo del bestiame dalla tenuta D'Orazio, a seguito dello sbarco di Anzio

Tricicli, auto a pedale e mezzi autoprodotti di locomozione: emergono dal passato i simboli di un'educazione basata sui miti del progresso e della velocità