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Fotografie private del Novecento


Nel corso del Novecento, il secolo segnato drammaticamente da guerre e scontri di ideologie, ma anche dall’emergere di nuovi soggetti politici, di nuove solidarietà e di nuove forme di partecipazione, Roma passa da una popolazione di meno di cinquecentomila abitanti all’inizio del secolo ai circa due milioni e mezzo di oggi.

Migliaia di storie, di bagagli culturali, di esperienze individuali e collettive si intrecciano a costituire il nuovo volto della città, così come le nuove strade, i nuovi palazzi, i nuovi quartieri.
L’identità della città, divenuta una grande metropoli multiculturale e multietnica, è strettamente legata all’elaborazione della memoria collettiva che non può che nascere dalla condivisione e dal confronto tra le diversità delle storie individuali e dall’integrazione tra le diverse provenienze dei suoi abitanti.
Conoscenza della propria storia, salvaguardia e garanzia della diversità e insieme integrazione sono, dunque, per il Comune di Roma, obiettivi primari, alla cui realizzazione concorrono da un lato le istituzioni, dall’altro i cittadini stessi.

La memoria privata è stata affidata nel Novecento prevalentemente all’immagine di una fotografia, destinata a divenire testimonianza a ricordo di un evento, di un sentimento, di un momento significativo della propria vita e della comunità di appartenenza.

Perché tali memorie non restino solo individuali, non si disperdano, ma divengano patrimonio condiviso della città, il Comune di Roma invita tutti i cittadini a contribuire, con le proprie fotografie, all’istituzione di un archivio fotografico collettivo.

 

Walter Veltroni
Sindaco di Roma